La straordinaria testimonianza dei medici del Rotary Club Ischia Isola Verde
Giovedì 21 maggio, presso la prestigiosa sala convegni dell’Hotel Le Querce, il Rotary Club Ischia Isola Verde ha vissuto una delle serate più intense ed emozionanti dell’anno rotariano: l’incontro con i soci medici Roberto Lobianco, Gaetano Fierro e Salvo Denaro, rientrati dalla missione umanitaria in Burundi.
L’evento, fortemente voluto dal Club, ha rappresentato molto più di un semplice resoconto di viaggio: è stata una testimonianza viva, autentica e profondamente umana di un’esperienza che ha lasciato un segno indelebile nei protagonisti e in tutti i presenti.
Attraverso il racconto diretto dei tre medici, accompagnato dalla proiezione di decine di fotografie della loro attività quotidiana, i soci hanno potuto immergersi nella realtà del Burundi, uno dei Paesi più giovani e fragili del mondo, dove l’età media della popolazione è di appena 16-17 anni e dove i bambini rappresentano il volto più evidente della speranza ma anche della sofferenza.
La missione si è svolta presso l’ospedale di Ngozi, struttura gestita da Suor Daphrose, figura straordinaria di riferimento umano e spirituale per l’intera comunità locale. Particolarmente toccanti sono state le testimonianze riguardanti l’orfanotrofio seguito dalla religiosa, luogo di accoglienza e amore per tanti bambini segnati dalla povertà e dalla malattia.
I medici del Rotary Club Ischia Isola Verde, affiancati dal chirurgo Antonio Ebreo — quarto medico della missione e professionista con una lunga esperienza di attività sanitaria in Burundi — hanno svolto un lavoro instancabile non solo nell’assistenza clinica e nelle diagnosi, ma anche nella formazione del personale locale, in particolare nell’ambito dell’ecografia, contribuendo concretamente alla crescita professionale dei medici del posto.
Durante la missione hanno inoltre partecipato a numerosi interventi chirurgici, condividendo competenze, esperienza e spirito di collaborazione in un contesto spesso caratterizzato da carenze strutturali e difficoltà operative enormi.
Ma ciò che più ha colpito i presenti è stata la profonda commozione con cui Roberto Lobianco, Gaetano Fierro e Salvo Denaro hanno raccontato il loro vissuto. Nelle loro parole e nei loro sguardi era evidente quanto quell’esperienza abbia cambiato le loro vite, trasformando una missione sanitaria in un percorso umano e spirituale di rara intensità.
Il Presidente del Club, Nicola Impagliazzo, nel suo intervento conclusivo, ha definito quella serata “la più emozionante, coinvolgente e commovente” del suo anno di presidenza, sottolineando come il valore dell’esperienza vissuta dai medici vada ben oltre i pur importantissimi risultati concreti ottenuti sul campo.
Ha espresso gratitudine ai tre soci “non solo per le vite salvate e per la sofferenza alleviata con il loro lavoro e con le loro mani, ma anche per l’insegnamento trasmesso ai medici locali e per il valore umano della loro missione”.
Il Presidente ha inoltre ricordato uno degli insegnamenti più profondi del Rotary: si parte sempre con un progetto da realizzare, ma spesso il progetto ritorna trasformato, più grande e più ricco di quanto si fosse immaginato, perché capace di generare legami umani, consapevolezza e solidarietà autentica.
La serata ha rappresentato infatti la più alta espressione dei valori rotariani del “servire al di sopra di ogni interesse personale”, della cooperazione internazionale, della condivisione delle competenze professionali e della costruzione concreta della pace attraverso l’aiuto, la cura e la dignità umana.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto anche a Lina Ferrandino, che con amicizia e spirito di servizio ha messo a disposizione la splendida sala convegni dell’Hotel Le Querce, offrendo la cornice ideale per un incontro che resterà nella memoria del Club.
L’emozione condivisa durante la serata ha lasciato in tutti i presenti la consapevolezza che esperienze come quella del Burundi non rappresentano soltanto un aiuto per chi lo riceve, ma diventano anche una profonda occasione di crescita morale e umana per chi decide di partire, mettersi al servizio degli altri e testimoniare concretamente il significato più autentico della solidarietà.


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